Capitolo 2 - Step up
lunedì 29 marzo 2010
Ecco il momento che preferisco: l'istante in cui i sogni si sovrappongono e si fondono.
Vancouver 2010
sabato 13 febbraio 2010
A nome di tutti i concorrenti, prometto che prenderemo parte a questi Giochi Olimpici rispettando e osservando le regole che li governano, impegnandoci nel vero spirito della sportività per uno sport senza doping e senza droghe, per la gloria dello sport e l'onore delle nostre squadre.

Goodbye Nodar.

Goodbye Nodar.
Willkommen
martedì 2 febbraio 2010
Forse è solo una minuscola parentesi nella storia del mondo, in fondo si potrebbe obiettare che è un avvenimento ordinario e per nulla stupefacente. Ma mi sembra che, quando una vita sboccia così vicino, non ci sia altra scelta che sedersi a bocca aperta e meravigliarsi ancora una volta di quanta bellezza esista ancora nel mondo.
Caro esserino che trascorri l'inizio dell'esistenza nuotando, ti auguro che la sorte ti porti in dono una buona salute ed un buon rapporto con te stesso; il resto verrà da sè, o ti sarà dato dai tuoi ottimi mamma e papà.
E qualunque sia la tua strada non dimenticare che la tua zia c'è.
Caro esserino che trascorri l'inizio dell'esistenza nuotando, ti auguro che la sorte ti porti in dono una buona salute ed un buon rapporto con te stesso; il resto verrà da sè, o ti sarà dato dai tuoi ottimi mamma e papà.
E qualunque sia la tua strada non dimenticare che la tua zia c'è.
Mrs Boss, posso pronunciare il tuo nome!
martedì 26 gennaio 2010
"Australia" è un film che insegna molte cose:
- cos'è un vero uomo: un mandriano tutto impolverato con due spalle da svenimento e una camicia a quadri;
- cos'è una vera signora: una che viaggia con centocinquanta valigie perché "non sa mai prima cosa le servirà"; e che, quando serve, è capace di condurre una mandria dall'altro lato dell'Australia;
- cos'è una vera madre: una che ti sente e ti trova, anche quando la chiami da chilometri e chilometri di distranza; e che, al momento giusto, è capace di lasciarti andare;
- cos'è una vera famiglia: persone che si amano come membri di una famiglia, indipendentemente dal fatto che tecnicamente lo siano o meno;
- cos'è un vero mostro: uno che ha il coraggio di uccidere il proprio figlio perché gli rovina la piazza;
- cos'è la vera intolleranza: quando uomini bianchi, donne bianche e esseri umani di qualunque altro colore non possono sedersi nello stesso bar;
- cos'è la vera amicizia: dare la propria vita affinché un altro possa vivere la sua;
- cos'è il vero orrore: quando un uomo uccide un altro uomo, distrugge la terra di un altro uomo, annienta l'identità di un altro uomo, il tutto senza averlo mai conosciuto.
- cos'è un vero uomo: un mandriano tutto impolverato con due spalle da svenimento e una camicia a quadri;
- cos'è una vera signora: una che viaggia con centocinquanta valigie perché "non sa mai prima cosa le servirà"; e che, quando serve, è capace di condurre una mandria dall'altro lato dell'Australia;
- cos'è una vera madre: una che ti sente e ti trova, anche quando la chiami da chilometri e chilometri di distranza; e che, al momento giusto, è capace di lasciarti andare;
- cos'è una vera famiglia: persone che si amano come membri di una famiglia, indipendentemente dal fatto che tecnicamente lo siano o meno;
- cos'è un vero mostro: uno che ha il coraggio di uccidere il proprio figlio perché gli rovina la piazza;
- cos'è la vera intolleranza: quando uomini bianchi, donne bianche e esseri umani di qualunque altro colore non possono sedersi nello stesso bar;
- cos'è la vera amicizia: dare la propria vita affinché un altro possa vivere la sua;
- cos'è il vero orrore: quando un uomo uccide un altro uomo, distrugge la terra di un altro uomo, annienta l'identità di un altro uomo, il tutto senza averlo mai conosciuto.
Re borracha (AKA alcoHolic night)
sabato 28 novembre 2009
Margarita alla fragola: 10 euro, puri contanti (speakeasy ladrón)
Vodka (?) per i festeggiati: 5 euro, MOLTI contanti (colletta tra gli invitati)
Notare che lei, con 20cminpiù-20chiliinmeno-20voltepiùbella di me non muove nemmeno mezzo passo di danza: ...mmm stavolta mi sa che la situazione Mastercard non viene affatto bene!!
Commenti conclusivi:
1- queste serate sono sempre troppo corte;
2- queste serate finiscono sempre troppo alcoliche;
3- ma soprattutto, PERCHÉ presentarsi solteras a queste serate?!? (...masochismo?!?)
Anyway... Goodnight to everybody.
Vodka (?) per i festeggiati: 5 euro, MOLTI contanti (colletta tra gli invitati)
Notare che lei, con 20cminpiù-20chiliinmeno-20voltepiùbella di me non muove nemmeno mezzo passo di danza: ...mmm stavolta mi sa che la situazione Mastercard non viene affatto bene!!
Commenti conclusivi:
1- queste serate sono sempre troppo corte;
2- queste serate finiscono sempre troppo alcoliche;
3- ma soprattutto, PERCHÉ presentarsi solteras a queste serate?!? (...masochismo?!?)
Anyway... Goodnight to everybody.
Felicitaciones?
giovedì 26 novembre 2009
Hay novedades que recontra agrandan el vacío que llevo en mi pecho. No estoy preparada para noticias como esta y no puedo parar las lagrimas, apenas puedo con los gritos.
Pero gracias a cosas como esta quizás voy a entender que ya mi huge love story se terminó.
Pero gracias a cosas como esta quizás voy a entender que ya mi huge love story se terminó.
le persone non cambiano
venerdì 23 ottobre 2009
... e se ci sbagliassimo? e se invece cambiassero?
This is the Question.
This is the Question.
Il vero intento di Puccini
martedì 21 luglio 2009
Bohème, quadro primo.
Rodolfo broccola Mimì e, impiegando varie tattiche quali "ops, mi si è spento il lume", "chissà dov'è finita la chiave di casa sua" e "ma che gelida manina, se la lasci riscaldare", riesce ad intrallazzare dopo 10 minuti di conoscenza.
Carlo: "Secondo me quello lì è siculo.."
Bohème, quadro terzo.
Mimì va a disperarsi da Marcello, raccontandogli dell'estrema gelosia di Rodolfo.
Carlo: "È sicuramente siculo!"
.. abbiamo scoperto che la Bohème in realtà è ambientata a Caltanissetta!
Rodolfo broccola Mimì e, impiegando varie tattiche quali "ops, mi si è spento il lume", "chissà dov'è finita la chiave di casa sua" e "ma che gelida manina, se la lasci riscaldare", riesce ad intrallazzare dopo 10 minuti di conoscenza.
Carlo: "Secondo me quello lì è siculo.."
Bohème, quadro terzo.
Mimì va a disperarsi da Marcello, raccontandogli dell'estrema gelosia di Rodolfo.
Carlo: "È sicuramente siculo!"
.. abbiamo scoperto che la Bohème in realtà è ambientata a Caltanissetta!
Capitolo 1 - Qualcuno ha tappezzato il mio sentiero di petali di rosa
martedì 30 giugno 2009
Il mio capitolo uno è l'inizio della storia. Arriva quieto e modesto, non vuole farsi vedere troppo, non vuole dare illusioni, non vuole pretendere. Ma è l'inizio e come tale, forse, il capitolo più importante.
Passeggiavo nella spensieratezza del mio capitolo zero e all'improvviso mi sono resa conto della bellezza del sentiero su cui indugiavo. Ho iniziato ad ammirarne i colori, la luminosità, il caldo profumo. Ad un tratto mi sono resa conto che qualcuno aveva coperto il sentiero di petali di rosa; lo aveva fatto per me. È stato in quel momento, in quel preciso istante, che le farfalle hanno cominciato a volare; una piccola lacrima luminosa è nata dall'emozione di quell'attimo.
È bello sentire che i dubbi svaniscono nel battito d'ali delle farfalle. Anzi è bellissimo e per questo devo un grazie ad un uomo coraggioso, che ha continuato a camminarmi accanto spargendo petali finché non sono caduta dalle nuvole e li ho notati lì, proprio sotto i miei piedi.
Mi sembra il momento giusto per iniziare a camminare. Insieme.
Passeggiavo nella spensieratezza del mio capitolo zero e all'improvviso mi sono resa conto della bellezza del sentiero su cui indugiavo. Ho iniziato ad ammirarne i colori, la luminosità, il caldo profumo. Ad un tratto mi sono resa conto che qualcuno aveva coperto il sentiero di petali di rosa; lo aveva fatto per me. È stato in quel momento, in quel preciso istante, che le farfalle hanno cominciato a volare; una piccola lacrima luminosa è nata dall'emozione di quell'attimo.
È bello sentire che i dubbi svaniscono nel battito d'ali delle farfalle. Anzi è bellissimo e per questo devo un grazie ad un uomo coraggioso, che ha continuato a camminarmi accanto spargendo petali finché non sono caduta dalle nuvole e li ho notati lì, proprio sotto i miei piedi.
Mi sembra il momento giusto per iniziare a camminare. Insieme.
Capitolo 0 - Solstizio d'estate
mercoledì 24 giugno 2009
Questo è il capitolo zero. Non ha la pretesa di essere l'inizio di qualcosa, come un capitolo uno, né di essere seguito da una storia intera, come un prologo. È un capitolo zero, non ha nessuna pretesa, perché spesso quando si pretende si rimane a mani vuote e non è questo che desidero dalla mia storia...
Il mio capitolo zero inizia insieme all'estate. Inizia con un raggio di sole che inaspettatamente si fa largo tra le nubi in una giornata grigia. Inizia quasi guardingo, a piccoli passi. Inizia con una dolcezza che scioglie gli ultimi dubbi, in un luogo e in un tempo sospesi in aria, estranei al mondo.
Per qualcuno è la realizzazione di un sogno. Per qualcuno è vedere il proprio bicchiere (mezzo pieno o mezzo vuoto che fosse) che si infrange contro la parete.
Per me è una strada che mi si apre davanti, la preoccupazione di non sapere dove porta, il sacro terrore che sia quella sbagliata. Ma soprattutto è una richiesta di tranquillità, di pace; magari, di una quiete accesa...
È tempo di lasciar scorrere il fiume, di dare spazio al mio capitolo zero affinché vada... dove vuole. Buon viaggio.
Il mio capitolo zero inizia insieme all'estate. Inizia con un raggio di sole che inaspettatamente si fa largo tra le nubi in una giornata grigia. Inizia quasi guardingo, a piccoli passi. Inizia con una dolcezza che scioglie gli ultimi dubbi, in un luogo e in un tempo sospesi in aria, estranei al mondo.
Per qualcuno è la realizzazione di un sogno. Per qualcuno è vedere il proprio bicchiere (mezzo pieno o mezzo vuoto che fosse) che si infrange contro la parete.
Per me è una strada che mi si apre davanti, la preoccupazione di non sapere dove porta, il sacro terrore che sia quella sbagliata. Ma soprattutto è una richiesta di tranquillità, di pace; magari, di una quiete accesa...
È tempo di lasciar scorrere il fiume, di dare spazio al mio capitolo zero affinché vada... dove vuole. Buon viaggio.
Goodbye Dublin, goodbye everybody
martedì 16 giugno 2009
'cause I'm leaving on a jet plane
I don't know when I'll be back again
oh Dublin, I hate to go
I don't know when I'll be back again
oh Dublin, I hate to go
lunes hermoso
lunedì 25 maggio 2009
mi stupisce quando qualcuno per puro caso traduce in parole i miei pensieri...
Francesco: - Ciao! Bella la vita, eh?
Matias: - Bellissima..
Francesco: - Ciao! Bella la vita, eh?
Matias: - Bellissima..
Too many
mercoledì 20 maggio 2009
Sarà perché mi sono seduta un attimo su un panettone in piazza San Marco, accanto all'Abbraccio. Sarà perché mi sono distratta un attimo constatando in che punto perfetto della scultura sono nati dei fiori. Comunque mi ha raggiunto. Non mi ha colto di sorpresa, sapevo di averlo vicino ma speravo di evitarlo ancora per un po'. Per l'ennesima volta gli ho chiesto di guardarsi intorno, ci sono altre persone da assillare oltre a me; ma deve essersi innamorato perché mi gironzola sempre intorno! Ho provato a camminare veloce, dimenticandomi che è rapido come l'aria; ho preso l'autobus ed è rimasto in agguato dietro al finestrino; ho cantato e mi ha tolto la voce.
Camminando in via Vespri ho sentito provenire da una finestra il suo suono, una sorta di lamento al tramonto con timbro femminile. In silenzio ho cercato quel bicchiere robusto e profondo, per potervi raccogliere anche la mia e la sua parte; ma chissà chi e dov'è il suo proprietario...
E poi, casa. Inserire nell'organismo sostanze casuali, perché si deve (ma se fosse CH3CH2OH lo preferirei), camminando comunque per disorientarlo. Tisana, perché si continua a provarci. Togliersi i vestiti quasi strappandoseli di dosso, perché sì.
Computer e scrivere e chiedere ancora: Come on, God, do I seem bulletproof?
E sapere che avremo una macchina GPL mi fa pensare sempre più che tu mi stia prendendo per il culo.
Camminando in via Vespri ho sentito provenire da una finestra il suo suono, una sorta di lamento al tramonto con timbro femminile. In silenzio ho cercato quel bicchiere robusto e profondo, per potervi raccogliere anche la mia e la sua parte; ma chissà chi e dov'è il suo proprietario...
E poi, casa. Inserire nell'organismo sostanze casuali, perché si deve (ma se fosse CH3CH2OH lo preferirei), camminando comunque per disorientarlo. Tisana, perché si continua a provarci. Togliersi i vestiti quasi strappandoseli di dosso, perché sì.
Computer e scrivere e chiedere ancora: Come on, God, do I seem bulletproof?
E sapere che avremo una macchina GPL mi fa pensare sempre più che tu mi stia prendendo per il culo.
è la vita... ed è comunque bellissima
sabato 16 maggio 2009
"Mi hanno preso e usato e deriso e triturato
Mi hanno messo in vetrina e fatto a pezzi
Mi hanno offeso e insultato e chiamato traditore
E rubato i sogni e le certezze
Mi hanno fatto arruolare e psicanalizzare
Mi hanno chiuso dentro a scatole di vetro
Mi hanno fatto aspettare e sorridere e comprare
E spedito con un calcio nel didietro
Ascoltami, madre
Perdonami, madre
Ho lottato, ho bestemmiato ed ho pianto
Ma in fondo non è niente
E' la vita
E' la vita soltanto
Ho ascoltato montagne di stupide opinioni
E miliardi di orribili canzoni
Le stesse promesse e le stesse parole
Nelle stesse piazze e manifestazioni
Mi hanno dato consigli e pacche sulle spalle
Interpellato per opere di bene
Mi hanno preso in disparte e tirato nel mezzo
E appiccicato bandiere sulla schiena
Ho perduto bandiere e posti di lavoro
Ho perduto caterve di occasioni
Ho perduto battaglie e compagni di viaggio
Oltre a qualche centinaio di elezioni
Ho troppe ferite e le mie gambe sono stanche
Ho le palle piene e i piedi fumanti
Ma c'è un gioco da fare e una ruota che riparte
E un vagabondo sa che deve andare avanti"
Mi hanno messo in vetrina e fatto a pezzi
Mi hanno offeso e insultato e chiamato traditore
E rubato i sogni e le certezze
Mi hanno fatto arruolare e psicanalizzare
Mi hanno chiuso dentro a scatole di vetro
Mi hanno fatto aspettare e sorridere e comprare
E spedito con un calcio nel didietro
Ascoltami, madre
Perdonami, madre
Ho lottato, ho bestemmiato ed ho pianto
Ma in fondo non è niente
E' la vita
E' la vita soltanto
Ho ascoltato montagne di stupide opinioni
E miliardi di orribili canzoni
Le stesse promesse e le stesse parole
Nelle stesse piazze e manifestazioni
Mi hanno dato consigli e pacche sulle spalle
Interpellato per opere di bene
Mi hanno preso in disparte e tirato nel mezzo
E appiccicato bandiere sulla schiena
Ho perduto bandiere e posti di lavoro
Ho perduto caterve di occasioni
Ho perduto battaglie e compagni di viaggio
Oltre a qualche centinaio di elezioni
Ho troppe ferite e le mie gambe sono stanche
Ho le palle piene e i piedi fumanti
Ma c'è un gioco da fare e una ruota che riparte
E un vagabondo sa che deve andare avanti"
MCR
situazioni mastercard... bis
mercoledì 22 aprile 2009
Maglietta direttamente da Bangkok: 15 euro senza Mastercard (figuriamoci se l'hippie in fiera di Senigallia la accetta!)
Cena + serata danzante: 20 euro (ma solo per le donne) senza Mastercard (al massimo chiedo pietà al mio bancomat)
Abbonamento della metro: 17 euro/mese senza Mastercard (perché le macchinette a S. Agostino non funzionano mai)
Un venerdì sera in compagnia di un'intera squadra di pallanuotisti: non ha prezzo.
Ci sono cose che non si possono comprare.
Meno male che c'è la Caranguejo!!!
Cena + serata danzante: 20 euro (ma solo per le donne) senza Mastercard (al massimo chiedo pietà al mio bancomat)
Abbonamento della metro: 17 euro/mese senza Mastercard (perché le macchinette a S. Agostino non funzionano mai)
Un venerdì sera in compagnia di un'intera squadra di pallanuotisti: non ha prezzo.
Ci sono cose che non si possono comprare.
Meno male che c'è la Caranguejo!!!
Volviendo a casa
sabato 18 aprile 2009
o anche E., V., A. (stranissimo)
Tutto cominciò con un bacio sulla guancia... ma che bravi amici! pero sos tan hermoso esta noche... e poi...
McCallan -teatro di profondi di scorsi- I love you soooo much!
Alcohol. (livello 1: ma quanto parla la Vale)
Blablabla -ma quante ne so... e quanto si divertono!-
Alcohol. (livello 2: non posso scendere da uno sgabello da bar; meno male che in questo bar ci sono le sedie)
Dios... no puedo dejar de mirarte... tiene unos ojos azules re lindos pero no puedo dejar de mirar en tus ojos.
Alcohol. (livello 3: mi cadono persino i popcorn)
Un bacio rubato, così intenso e vero da fare male...
Alcohol. (poco perché altrimenti non riesco ad uscire da qui)
Radio Conga. Emi y frutilla. Rata Blanca. Frutilla y Emi. Mimitos. Skid Row. Emi y nada ni nadie más. Sono due ma con tutto il corpo, con tutta l'anima, sento solo uno.
pls...
"Dame, dame un instante
te necesita mi cansado corazón
el fuego no se apagó"
Tutto cominciò con un bacio sulla guancia... ma che bravi amici! pero sos tan hermoso esta noche... e poi...
McCallan -teatro di profondi di scorsi- I love you soooo much!
Alcohol. (livello 1: ma quanto parla la Vale)
Blablabla -ma quante ne so... e quanto si divertono!-
Alcohol. (livello 2: non posso scendere da uno sgabello da bar; meno male che in questo bar ci sono le sedie)
Dios... no puedo dejar de mirarte... tiene unos ojos azules re lindos pero no puedo dejar de mirar en tus ojos.
Alcohol. (livello 3: mi cadono persino i popcorn)
Un bacio rubato, così intenso e vero da fare male...
Alcohol. (poco perché altrimenti non riesco ad uscire da qui)
Radio Conga. Emi y frutilla. Rata Blanca. Frutilla y Emi. Mimitos. Skid Row. Emi y nada ni nadie más. Sono due ma con tutto il corpo, con tutta l'anima, sento solo uno.
pls...
"Dame, dame un instante
te necesita mi cansado corazón
el fuego no se apagó"
E. & V. (ultimo)
martedì 14 aprile 2009
sì, ultimo, perché questa amicizia "speciale" ritorna nei ranghi di un'amicizia canonica.
non commento e non mi chiedo niente (almeno qui, pubblicamente).
l'unica cosa che sussurro (perché non oso dirlo ad alta voce) è che sì, mi dispiace... tutto ciò ha un sapore molto più amaro di allora.
non commento e non mi chiedo niente (almeno qui, pubblicamente).
l'unica cosa che sussurro (perché non oso dirlo ad alta voce) è che sì, mi dispiace... tutto ciò ha un sapore molto più amaro di allora.
E. & V. (lontano lontano)
martedì 31 marzo 2009
C'era una volta, in un paese lontano lontano, una bella principessa. Aveva lunghi capelli corvini e occhi grandi e sognanti. Era giovane, desiderava partire, visitare ogni angolo del regno, cambiare la propria vita.
Così, un bel giorno, si unì ad un convoglio che partiva per terre lontane, alla ricerca di fortuna.
Della spedizione faceva parte anche un prode cavaliere, dai riccioli neri e dallo sguardo profondo e scuro. Non era partito per cambiare la propria vita, ma si sa che il fato si diverte a rimescolare le sue carte...
La principessa ed il cavaliere si scambiarono solo un'occhiata, quel giorno. E la dimenticarono.
Passò molto tempo prima che i loro sguardi si incrociassero nuovamente. Stavolta si guardarono più profondamente e tremarono vedendosi specchiati l'uno nell'altro.
Come e quando le loro labbra si sfiorarono per la prima volta, è un segreto che dimora nei loro cuori. Si tramanda che la bella principessa per molti giorni portò tra i capelli una rosa bianca donatale da lui. Si mormora che il prode cavaliere per molti giorni portò nel suo cuore il ricordo di lei.
Ma il tempo passava e ciò che doveva restare segreto cominciava a vedere la luce... Così, in un pomeriggio tanto luminoso quanto cupo, si diedero quello che doveva essere l'ultimo bacio, promettendo di non dimenticare mai ciò che era stato.
Chi ha visto una lacrima silenziosa negli occhi della principessa e ha sentito i sospiri del cavaliere giura che quelle due anime si fossero già legate allora...
Il loro cammino si divise quel giorno. Solo una volta si incrociarono nuovamente, ma ancora una volta scelsero due vie diverse.
Il prode cavaliere si avventurò attraverso molte strade sconosciute. Alcune furono irte di insidie, altre gli parvero tranquille e luminose. Tutte alla fine lo annoiarono e lo indussero a cercare un nuovo destino.
La bella principessa imboccò un lungo sentiero, che la portò sempre più lontano da ciò che era. Alla fine si accorse di quanto la rattristasse il paesaggio che vedeva intorno a sé e, ormai convinta che sarebbe impazzita se avesse proseguito, scelse repentinamente un nuovo cammino.
Ed ecco che, ancora una volta, il fato soffiò sui suoi burattini di carta, portando la principessa e il cavaliere talmente vicini da potersi quasi toccare... Fu così che, dietro una svolta, si trovarono uno di fronte all'altro.
Si fermarono a guardarsi. Erano passati molti anni, entrambi avevano camminato molto e numerosi fatti erano accaduti lungo la strada.
Il prode cavaliere non portava più i ricci, ma il suo sguardo era ancora profondo e scuro. Durante il lungo cammino si era scritto sulla pelle chi era, lettera dopo lettera, per essere certo di non dimenticarlo mai.
La bella principessa aveva visitato i luoghi più remoti del regno, ma alla fine non aveva cambiato la propria vita. Anche lei aveva cominciato a tracciare dei segni sulla propria pelle ed era ben decisa ad incidervi chiara la propria identità, per non perdersi più lungo la via.
Si guardarono a lungo e non sembrarono stupiti, né ebbero bisogno di spiegazioni per tutti quegli anni trascorsi lontani l'uno dall'altro. Semplicemente si guardarono, si riconobbero, si abbracciarono stretti.
L'ultima volta che sono stati visti si tenevano per mano e camminavano insieme, sereni. Nessuno sa da che parte siano andati, né quanta strada percorreranno insieme prima di salutarsi nuovamente.
Ma qualcuno dice di aver intravisto una lacrima silenziosa sulla guancia della bella principessa, e giura che è assai simile a quella caduta all'inizio di questa storia.
Così, un bel giorno, si unì ad un convoglio che partiva per terre lontane, alla ricerca di fortuna.
Della spedizione faceva parte anche un prode cavaliere, dai riccioli neri e dallo sguardo profondo e scuro. Non era partito per cambiare la propria vita, ma si sa che il fato si diverte a rimescolare le sue carte...
La principessa ed il cavaliere si scambiarono solo un'occhiata, quel giorno. E la dimenticarono.
Passò molto tempo prima che i loro sguardi si incrociassero nuovamente. Stavolta si guardarono più profondamente e tremarono vedendosi specchiati l'uno nell'altro.
Come e quando le loro labbra si sfiorarono per la prima volta, è un segreto che dimora nei loro cuori. Si tramanda che la bella principessa per molti giorni portò tra i capelli una rosa bianca donatale da lui. Si mormora che il prode cavaliere per molti giorni portò nel suo cuore il ricordo di lei.
Ma il tempo passava e ciò che doveva restare segreto cominciava a vedere la luce... Così, in un pomeriggio tanto luminoso quanto cupo, si diedero quello che doveva essere l'ultimo bacio, promettendo di non dimenticare mai ciò che era stato.
Chi ha visto una lacrima silenziosa negli occhi della principessa e ha sentito i sospiri del cavaliere giura che quelle due anime si fossero già legate allora...
Il loro cammino si divise quel giorno. Solo una volta si incrociarono nuovamente, ma ancora una volta scelsero due vie diverse.
Il prode cavaliere si avventurò attraverso molte strade sconosciute. Alcune furono irte di insidie, altre gli parvero tranquille e luminose. Tutte alla fine lo annoiarono e lo indussero a cercare un nuovo destino.
La bella principessa imboccò un lungo sentiero, che la portò sempre più lontano da ciò che era. Alla fine si accorse di quanto la rattristasse il paesaggio che vedeva intorno a sé e, ormai convinta che sarebbe impazzita se avesse proseguito, scelse repentinamente un nuovo cammino.
Ed ecco che, ancora una volta, il fato soffiò sui suoi burattini di carta, portando la principessa e il cavaliere talmente vicini da potersi quasi toccare... Fu così che, dietro una svolta, si trovarono uno di fronte all'altro.
Si fermarono a guardarsi. Erano passati molti anni, entrambi avevano camminato molto e numerosi fatti erano accaduti lungo la strada.
Il prode cavaliere non portava più i ricci, ma il suo sguardo era ancora profondo e scuro. Durante il lungo cammino si era scritto sulla pelle chi era, lettera dopo lettera, per essere certo di non dimenticarlo mai.
La bella principessa aveva visitato i luoghi più remoti del regno, ma alla fine non aveva cambiato la propria vita. Anche lei aveva cominciato a tracciare dei segni sulla propria pelle ed era ben decisa ad incidervi chiara la propria identità, per non perdersi più lungo la via.
Si guardarono a lungo e non sembrarono stupiti, né ebbero bisogno di spiegazioni per tutti quegli anni trascorsi lontani l'uno dall'altro. Semplicemente si guardarono, si riconobbero, si abbracciarono stretti.
L'ultima volta che sono stati visti si tenevano per mano e camminavano insieme, sereni. Nessuno sa da che parte siano andati, né quanta strada percorreranno insieme prima di salutarsi nuovamente.
Ma qualcuno dice di aver intravisto una lacrima silenziosa sulla guancia della bella principessa, e giura che è assai simile a quella caduta all'inizio di questa storia.
Iscriviti a:
Post (Atom)