anche oggi nevica. come 25 giorni fa. le stelle sorridono.
hai riempito di anni la tua prima manina... mille auguri perchè il tuo cammino continui in un prato verde e pieno di fiori.
feliz cumple, zoe!
testa a testa
mercoledì 14 dicembre 2005
ovvero, come convincere una bambina di tre anni ad andare a letto, nonostante lei si sia messa in testa di aspettare i propri genitori.
sofia: ma quando tornano la mia mamma e il mio papà?
valentina: vogliono farti una sorpresa, verranno a darti un bacio intanto che dormi.
s: allora io vado a nanna.
(si infila sotto le coperte, leggiamo mille storie, spegne la luce. passa qualche minuto.)
s: ma quando arrivano i miei genitori?
v: te l'ho detto, arrivano quando sanno che dormi.
s: ma io sono già a letto!
v: si, ma hai gli occhi aperti.
(chiude gli occhi. pausa.)
s: adesso ho gli occhi chiusi.
v: ma stai ancora parlando.
(smette di parlare. tempo due minuti e sta già dormendo.)
1-0 per vale.
sofia: ma quando tornano la mia mamma e il mio papà?
valentina: vogliono farti una sorpresa, verranno a darti un bacio intanto che dormi.
s: allora io vado a nanna.
(si infila sotto le coperte, leggiamo mille storie, spegne la luce. passa qualche minuto.)
s: ma quando arrivano i miei genitori?
v: te l'ho detto, arrivano quando sanno che dormi.
s: ma io sono già a letto!
v: si, ma hai gli occhi aperti.
(chiude gli occhi. pausa.)
s: adesso ho gli occhi chiusi.
v: ma stai ancora parlando.
(smette di parlare. tempo due minuti e sta già dormendo.)
1-0 per vale.
il fascino italiano
gli uomini italiani, soprattutto all'estero, hanno grande fama. il fascino del latin lover miete vittime ovunque. e allora sentite questa.
mi siedo in tram. davanti a me due signori di mezza età, in giacca e cravatta e pantaloni con la piega. insomma, due uomini d'affari come se ne possono trovare ovunque (forse sul 14 è più raro, ma pazienza).
dopo qualche minuto di viaggio, mi cadono gli occhi sulle scarpe di uno dei due. o meglio, sulle calze. perchè quest'uomo, dentro alle sue scarpe eleganti, portava delle calze aderenti e semi-trasparenti. cioè, delle collant. e non solo. dalla trasparenza, si intravedeva, indossata con nonchalance, una cavigliera sottile, con tanto di ciondolini...
il fascino degli uomini italiani colpisce ancora molto. ma, sfortunatamente, solo altri uomini...
mi siedo in tram. davanti a me due signori di mezza età, in giacca e cravatta e pantaloni con la piega. insomma, due uomini d'affari come se ne possono trovare ovunque (forse sul 14 è più raro, ma pazienza).
dopo qualche minuto di viaggio, mi cadono gli occhi sulle scarpe di uno dei due. o meglio, sulle calze. perchè quest'uomo, dentro alle sue scarpe eleganti, portava delle calze aderenti e semi-trasparenti. cioè, delle collant. e non solo. dalla trasparenza, si intravedeva, indossata con nonchalance, una cavigliera sottile, con tanto di ciondolini...
il fascino degli uomini italiani colpisce ancora molto. ma, sfortunatamente, solo altri uomini...
magic moments?
lunedì 12 dicembre 2005
ci sono momenti in cui ti rendi conto di saper capire. di riuscire finalmente a decifrare un misterioso "y cada paso hacia el vacio que doy me hace fuerte", che avevi bofonchiato sempre senza mai distinguerlo. di cogliere distintamente un "archivadas", di continuare il "veo a mis muertos" con "que me dicen lo que va a pasar". di delineare un perfetto "ahi voy, ya se", e vedere illuminarsi quel "lagrimas amargas" e un "calles desvaneciendo en zigzag". momenti in cui affiora una pallida immagine di una donna quemada dal sole, con un sorriso candido, con i pantaloni corti, che si arrampica su una salita muovendo i primi passi in questa morbida lingua.
ci sono momenti in cui tutto il mondo si muove, e c'è una sola persona che non riesce ad alzare i piedi cementati, l'unica che non ha ancora imparato a camminare. momenti in cui ci si guarda intorno e si cerca disperatamente di capire il meccanismo con il quale gli altri riescono a correre nel vento.
ci sono momenti in cui le strade si illuminano all'improvviso e, come in un miracolo, si moltiplicano i prezzi; il natale aggredisce i passanti per la strada. momenti in cui sviluppi una repulsione totale ed assoluta per l'orrore barocco che avvolge la milano dicembrina; forse per colpa di tutti quei pupazzi di panciuti vestiti di rosso che scuotono meccanicamente le membra plastiche, canticchiando nenie con la loro fredda voce stereofonica degna dell'esorcista (adesso capisco perchè sofia ha il terrore di babbo natale).
ci sono momenti in cui la nausea ha la meglio sul mondo. momenti in cui un'e-mail di convocazione dall'arablu assume un carattere tutto speciale...
grazie alla shimo da cui attingo spudoratamente per i miei titoli (e non solo).
ci sono momenti in cui tutto il mondo si muove, e c'è una sola persona che non riesce ad alzare i piedi cementati, l'unica che non ha ancora imparato a camminare. momenti in cui ci si guarda intorno e si cerca disperatamente di capire il meccanismo con il quale gli altri riescono a correre nel vento.
ci sono momenti in cui le strade si illuminano all'improvviso e, come in un miracolo, si moltiplicano i prezzi; il natale aggredisce i passanti per la strada. momenti in cui sviluppi una repulsione totale ed assoluta per l'orrore barocco che avvolge la milano dicembrina; forse per colpa di tutti quei pupazzi di panciuti vestiti di rosso che scuotono meccanicamente le membra plastiche, canticchiando nenie con la loro fredda voce stereofonica degna dell'esorcista (adesso capisco perchè sofia ha il terrore di babbo natale).
ci sono momenti in cui la nausea ha la meglio sul mondo. momenti in cui un'e-mail di convocazione dall'arablu assume un carattere tutto speciale...
grazie alla shimo da cui attingo spudoratamente per i miei titoli (e non solo).
primi passi (verdi)
domenica 4 dicembre 2005

a piedi nudi su un pavimento gelido.
vestiti leggeri incuranti del freddo.
ginga, ginga, ginga.
e poi, nella roda, sotto il ritmo incalzante dei berimbau e dei corrido.
ancora, makulele. battono i tamburi, si scontrano i bastoni.
non sono più a milano, in una giornata cupa. non fa più freddo. non sono più io.
è l'africa, la tribù in cerchio intona i canti di guerra. al centro, ci si prepara per la lotta.
sorrisi e giochi. attacchi e cadute. l'energia cresce da dentro, incalzata da fuori.
e finalmente...

sotto il sole e sotto la neve... ti amo!
sabato 3 dicembre 2005
tutto è bianco stamattina, a milano. è scesa silenziosa la neve ad avvolgere le case e a farci sentire un po' più vicini a natale.è caduta la neve a rendere questa giornata più speciale, per ricordare che 26 anni fa è nata una persona speciale...
sono qui a festeggiare per la seconda volta il suo compleanno. spero che saranno molte e molte di più.
in questo giorno, per tutti i giorni a venire, gli auguro felicità e amore e, se ce n'è la possibilità, un po' di fortuna e, perchè no, anche tanti soldini per realizzare qualche suo desiderio...
ti amo gaston.
personaggi illustri
domenica 20 novembre 2005
oggi, finale dei master series di tennis, a shanghai:
Roger Federer (sui) vs David Nalbandian (arg)
il Maestro, numero uno del mondo, contro il valido numero undici, peraltro l'unico che gli aveva ben tenuto testa in passato, ripescato a sorpresa per il torneo dopo che roddick aveva dovuto dare forfait.
i primi due set sono uno scontro tra titani: ogni singolo game tirato ai vantaggi, uno messo a segno dai colpi uscenti e le acrobazie di Maestro Federer, il successivo conquistato dalle palle corte assassine e dai rovesci lungolinea del degno avversario Nalbandian.
Federer (aiutato da due notevoli errori di arbitraggio) si impone al tie-break.
2-0, e sono già passate due ore; Nalbandian è in un bagno di sudore, ma non dà segni di cedimento, si dimostra un mago delle risposte e non lascia un attimo di respiro; a Federer non cade una goccia, ma sente su di sè il peso dei chilometri che l'avversario gli sta facendo correre in campo.
comincia il terzo set, Federer dà segno di cedimento: cominciano le palle lunghe, i tiri a rete, i doppi falli; entra in scena il fisioterapista; Nalbandian si impone per 6-2.
Federer non dà segni di ripresa, anzi, sembra essere totalmente fuori partita. la mamma-fidanzata-manager, l'allenatore, i tifosi: tutti vedono la fine. Federer si asciuga persino qualche goccia di sudore. il quarto set finisce 6-1 per un Nalbandian macchina dà guerra, che mette a segno ogni colpo e non perdona l'assenza di Federer.
l'ultimo set sembra ormai cosa fatta: Nalbandian conduce 4-0, 30-0. Federer, che non ha mai perso 6-0, sembra destinato a sperimentare la prima volta.
ma "the match is not over until it's over": Federer ripesca se stesso dal buco nero e infila una palla dietro l'altra nei buchi lasciati da Nalbandian: 4-1, 4-2, 4-3, 4-4.
la folla è in delirio, si alzano i tifosi svizzeri, gli argentini ormai stanno fibrillando, il preparatore fisico di Nalbandian ha un chiaro attacco cardiaco, e un Federer rinato si porta sul 6-5.
Un incredibile Nalbandian non perde la lucidità tirando anche l'ultimo set al tie-break. sugli spalti (e davanti alla tv) non si respira più.
i due titani si guardano, occhi azzurri dentro occhi neri, il ritmo è al massimo e nessuno è disposto a mollare.
l'ultimo colpo libera un alto grido. 7-3, game, set, incontro e ultimo torneo dell'anno.

VAMOS ARGENTINA
commento dei commentatori italiani al recupero di Federer:
"se dovesse vincere sarebbe il caso più clamoroso di resurrezione dopo Gesù Cristo"
"o dopo Lazzaro"
"beh, Lazzaro aveva un allenatore al di sopra di ogni sospetto"
Roger Federer (sui) vs David Nalbandian (arg)
il Maestro, numero uno del mondo, contro il valido numero undici, peraltro l'unico che gli aveva ben tenuto testa in passato, ripescato a sorpresa per il torneo dopo che roddick aveva dovuto dare forfait.
i primi due set sono uno scontro tra titani: ogni singolo game tirato ai vantaggi, uno messo a segno dai colpi uscenti e le acrobazie di Maestro Federer, il successivo conquistato dalle palle corte assassine e dai rovesci lungolinea del degno avversario Nalbandian.
Federer (aiutato da due notevoli errori di arbitraggio) si impone al tie-break.
2-0, e sono già passate due ore; Nalbandian è in un bagno di sudore, ma non dà segni di cedimento, si dimostra un mago delle risposte e non lascia un attimo di respiro; a Federer non cade una goccia, ma sente su di sè il peso dei chilometri che l'avversario gli sta facendo correre in campo.
comincia il terzo set, Federer dà segno di cedimento: cominciano le palle lunghe, i tiri a rete, i doppi falli; entra in scena il fisioterapista; Nalbandian si impone per 6-2.
Federer non dà segni di ripresa, anzi, sembra essere totalmente fuori partita. la mamma-fidanzata-manager, l'allenatore, i tifosi: tutti vedono la fine. Federer si asciuga persino qualche goccia di sudore. il quarto set finisce 6-1 per un Nalbandian macchina dà guerra, che mette a segno ogni colpo e non perdona l'assenza di Federer.
l'ultimo set sembra ormai cosa fatta: Nalbandian conduce 4-0, 30-0. Federer, che non ha mai perso 6-0, sembra destinato a sperimentare la prima volta.
ma "the match is not over until it's over": Federer ripesca se stesso dal buco nero e infila una palla dietro l'altra nei buchi lasciati da Nalbandian: 4-1, 4-2, 4-3, 4-4.
la folla è in delirio, si alzano i tifosi svizzeri, gli argentini ormai stanno fibrillando, il preparatore fisico di Nalbandian ha un chiaro attacco cardiaco, e un Federer rinato si porta sul 6-5.
Un incredibile Nalbandian non perde la lucidità tirando anche l'ultimo set al tie-break. sugli spalti (e davanti alla tv) non si respira più.
i due titani si guardano, occhi azzurri dentro occhi neri, il ritmo è al massimo e nessuno è disposto a mollare.
l'ultimo colpo libera un alto grido. 7-3, game, set, incontro e ultimo torneo dell'anno.

VAMOS ARGENTINA
commento dei commentatori italiani al recupero di Federer:
"se dovesse vincere sarebbe il caso più clamoroso di resurrezione dopo Gesù Cristo"
"o dopo Lazzaro"
"beh, Lazzaro aveva un allenatore al di sopra di ogni sospetto"
everybody's gone surfin'... surfin' the net
domenica 6 novembre 2005
rincorriamo le nostre vite, con i nostri blog rincorriamo i nostri pensieri, nuotiamo nella marea di post, foto, commenti, ci culliamo tra le onde di lingue diverse, vite lontane, parole nuove. su ogni post letto lascio un sorriso, una lacrima, un soffio, un lieve ondeggiare del sangue, un fremito elettrico. passano i minuti e mi scivolano addosso milioni di vite. nuotiamo tutti nello stesso oceano. anzi, surfiamo.
"We’ll all be plannin’ out a route we’re gonna take real soon.
We’re waxin’ down our surfboards. We can’t wait for June.
We’ll all be gone for the summer. We’re on safari to stay.
Tell the teacher we’re surfin’. Surfin’ U.S.A."
"We’ll all be plannin’ out a route we’re gonna take real soon.
We’re waxin’ down our surfboards. We can’t wait for June.
We’ll all be gone for the summer. We’re on safari to stay.
Tell the teacher we’re surfin’. Surfin’ U.S.A."
dal genio di tim burton
sabato 5 novembre 2005
"mi sembra di essere presa dalla marea, e di essere trascinata in mare aperto.."
"il mare porta in molti posti, magari troverai una riva migliore.."
"il mare porta in molti posti, magari troverai una riva migliore.."
alla rinfusa
giovedì 27 ottobre 2005
io studio troppo.
scrivendo il titolo di questo post, per esempio, mi sono istantaneamente sovvenuti i filtri percolatori con riempimento "alla rinfusa", appunto. cioè, non credo che questo sia il termine scientifico, ma longhi (processi chimici e ambiente) ha insistito per spacciarcelo come tale.
stamattina, altro esempio, dopo essermi scolata una caffettiera intera (c'era caffè per tre persone abbondanti) alle cinque del mattino, riflettevo sul fatto che la caffeina stava inibendo le mie fosfodiesterasi, che a loro volta non stavano degradando il cAMP, con conseguente incremento della concentrazione di quest'ultimo... cosa poi ci facessi sveglia alle 5 del mattino, questa è un'altra storia.
flashback: ieri insultavo tra me e me l'ennesima delle partite dell'inter (e di campionato in genere, e di calcio ancora più in genere, ma potremmo anche dire sport etc...), per le quali ale e papà monopolizzano la tv da settimane. ed improvviso, mi sono ricordata di una valentina piccola, che con la sua vocina cantava "e facci un gol, e facci un gol, aldo serena facci un gol...". tempi beati.
cruda e inevitabile riflessione, ispirata da un cretino che canticchiava in università: ultimamente si scoprono gli altarini, e viene fuori una casistica preoccupante di cocainomani nella generazione degli attuali trentenni o giù di lì... ma come fare a incolparli, se sono cresciuti in compagnia di una dea bionda formato mignon che sempre elargiva il suo divino aiuto: "sembra talco ma non è, serve a darti l'allegria!"?
scrivendo il titolo di questo post, per esempio, mi sono istantaneamente sovvenuti i filtri percolatori con riempimento "alla rinfusa", appunto. cioè, non credo che questo sia il termine scientifico, ma longhi (processi chimici e ambiente) ha insistito per spacciarcelo come tale.
stamattina, altro esempio, dopo essermi scolata una caffettiera intera (c'era caffè per tre persone abbondanti) alle cinque del mattino, riflettevo sul fatto che la caffeina stava inibendo le mie fosfodiesterasi, che a loro volta non stavano degradando il cAMP, con conseguente incremento della concentrazione di quest'ultimo... cosa poi ci facessi sveglia alle 5 del mattino, questa è un'altra storia.
flashback: ieri insultavo tra me e me l'ennesima delle partite dell'inter (e di campionato in genere, e di calcio ancora più in genere, ma potremmo anche dire sport etc...), per le quali ale e papà monopolizzano la tv da settimane. ed improvviso, mi sono ricordata di una valentina piccola, che con la sua vocina cantava "e facci un gol, e facci un gol, aldo serena facci un gol...". tempi beati.
cruda e inevitabile riflessione, ispirata da un cretino che canticchiava in università: ultimamente si scoprono gli altarini, e viene fuori una casistica preoccupante di cocainomani nella generazione degli attuali trentenni o giù di lì... ma come fare a incolparli, se sono cresciuti in compagnia di una dea bionda formato mignon che sempre elargiva il suo divino aiuto: "sembra talco ma non è, serve a darti l'allegria!"?
meraviglie metropolitane
sabato 22 ottobre 2005
giovedì.
è già notte e mi trascino verso casa, senza guardare, canticchiando un corrido per sentire meno la stanchezza.
non so come, la mia attenzione scivola su una serranda chiusa, e solo un lampo, "noi che si rema contro la notte..."
mi blocco, spalanco la bocca.
è già notte e mi trascino verso casa, senza guardare, canticchiando un corrido per sentire meno la stanchezza.
non so come, la mia attenzione scivola su una serranda chiusa, e solo un lampo, "noi che si rema contro la notte..."
mi blocco, spalanco la bocca.
waiting for feelin' this again...
lunedì 17 ottobre 2005
è mattina. presto, per quanto ne so.
sto dormendo, in realtà. ma qualcosa di misterioso e latente, nelle retrovie profonde del mio cervello, percepisce un fruscio di lenzuola, passi leggeri. li riconosce.
apro gli occhi, spio l'esserino biondo, gli sorrido. ricambia lo sguardo.
un cucciolo scivola nel letto, tra le mie braccia. si accoccola silenzioso, fiducioso.
ci siamo solo noi due, nel mondo.
il suo sorriso cancella il tempo.
sto dormendo, in realtà. ma qualcosa di misterioso e latente, nelle retrovie profonde del mio cervello, percepisce un fruscio di lenzuola, passi leggeri. li riconosce.
apro gli occhi, spio l'esserino biondo, gli sorrido. ricambia lo sguardo.
un cucciolo scivola nel letto, tra le mie braccia. si accoccola silenzioso, fiducioso.
ci siamo solo noi due, nel mondo.
il suo sorriso cancella il tempo.
non fatemi scendere
domenica 16 ottobre 2005
pancho mon amour
lunedì 10 ottobre 2005
voglio un pancho. ya.
me lo sogno ad occhi aperti, un buon chileno del gringo, con chukrut, e quella salsa piccantissima, e soprattutto quel pane... mmm...
ho così tanta voglia di un pancho che stamattina, venendo in università, ne ho persino sentito l'odore... buààààààà, lo voglio!
stamattina ho letto un articolo con un titolo INTELLIGENTISSIMO: "droga a un rave party" (sottotitolo: arresti e bla bla bla). ma io mi chiedo: oh astuto giornalista, cosa mai ti fa pensare che ad un rave non circoli droga? anzi, farebbe notizia se non circolasse. anzi, in quel caso i poliziotti stessi ne porterebbero un po', o dovrebbero arrestare gli organizzatori per abuso di nome (rave party, appunto).
nota: su questa tastiera (aula 311 dell'università statale di milano, pc 16) c'è polvere di 2 secoli. i tasti più mugrienti sono:
- ù (effettivamente non ci sono molte parole con ù)
- apostrofo (studenti ignoranti che non lo mettono!)
- j, k, z (non ci sono molte occasioni per usarle)
- blocco maiuscolo
oltre ai numeri e al tastierino numerico... ma la ù li batte tutti.
me lo sogno ad occhi aperti, un buon chileno del gringo, con chukrut, e quella salsa piccantissima, e soprattutto quel pane... mmm...
ho così tanta voglia di un pancho che stamattina, venendo in università, ne ho persino sentito l'odore... buààààààà, lo voglio!
stamattina ho letto un articolo con un titolo INTELLIGENTISSIMO: "droga a un rave party" (sottotitolo: arresti e bla bla bla). ma io mi chiedo: oh astuto giornalista, cosa mai ti fa pensare che ad un rave non circoli droga? anzi, farebbe notizia se non circolasse. anzi, in quel caso i poliziotti stessi ne porterebbero un po', o dovrebbero arrestare gli organizzatori per abuso di nome (rave party, appunto).
nota: su questa tastiera (aula 311 dell'università statale di milano, pc 16) c'è polvere di 2 secoli. i tasti più mugrienti sono:
- ù (effettivamente non ci sono molte parole con ù)
- apostrofo (studenti ignoranti che non lo mettono!)
- j, k, z (non ci sono molte occasioni per usarle)
- blocco maiuscolo
oltre ai numeri e al tastierino numerico... ma la ù li batte tutti.
odiando el vacio
sabato 8 ottobre 2005
troppo silenzio.
un sole in ritardo e lievemente sadico dopo una settimana di pioggia.
non trovo niente di meglio da fare che ascoltare un cd che i miei hanno da sempre e a cui non avevo mai dato peso. "temi immortali", canzoni vecchie come il cuculo, che tutti conoscono e di cui scommetto che nessuno conosce nè il titolo nè l'autore (se non l'autore stesso). tra cui una "cumparsita" lievemente fuori luogo.
saluto con la mano una targa spagnola e mi cade una lacrima.
buen viaje mi amor. y... hasta pronto.
un sole in ritardo e lievemente sadico dopo una settimana di pioggia.
non trovo niente di meglio da fare che ascoltare un cd che i miei hanno da sempre e a cui non avevo mai dato peso. "temi immortali", canzoni vecchie come il cuculo, che tutti conoscono e di cui scommetto che nessuno conosce nè il titolo nè l'autore (se non l'autore stesso). tra cui una "cumparsita" lievemente fuori luogo.
saluto con la mano una targa spagnola e mi cade una lacrima.
buen viaje mi amor. y... hasta pronto.
back again
giovedì 29 settembre 2005
"summer has come and passed
the innocent can never last"
cielo nuvoloso e odore di italia.
momenti di smarrimento dopo i racconti e i regali.
un vuoto nero là dove stava il morbido calore.
parole che si confondono e cominciano già a impallidire.
cercando ancora un po' di buenos aires...
the innocent can never last"
cielo nuvoloso e odore di italia.
momenti di smarrimento dopo i racconti e i regali.
un vuoto nero là dove stava il morbido calore.
parole che si confondono e cominciano già a impallidire.
cercando ancora un po' di buenos aires...
situazioni "mastercard"
venerdì 26 agosto 2005
viaggio aereo roma-buenos aires: 550 euro (senza mastercard).
taxi dall'aereoporto ministro pistarini-ezeiza a pasteur-martinez: 65 pesos (senza mastercard).
gaston che si sveglia alle 9 del mattino SORRIDENDO: non ha prezzo.
ci sono cose che non si possono comprare.
peccato, altrimenti sarei la maggiore acquirente.
ora locale: 11.00
taxi dall'aereoporto ministro pistarini-ezeiza a pasteur-martinez: 65 pesos (senza mastercard).
gaston che si sveglia alle 9 del mattino SORRIDENDO: non ha prezzo.
ci sono cose che non si possono comprare.
peccato, altrimenti sarei la maggiore acquirente.
ora locale: 11.00
upside down
giovedì 25 agosto 2005
voy paseando por cuadras y cuadras.
faccio il bagno in una super vasca idromassaggio.
mate y vainillas alla mattina, panchos a mezzogiorno, empanadas alla sera.
cammino per martinez, tra belle case di mattoni rossi, fino al rio de la plata.
attraverso seri esperimenti scientifici ho provato che l'acqua del cesso scorre in senso antiorario.
tutto questo, a testa in giù.
la verdad? todo esto es RE copado.
amo buenos aires.
ora locale: 19.13
faccio il bagno in una super vasca idromassaggio.
mate y vainillas alla mattina, panchos a mezzogiorno, empanadas alla sera.
cammino per martinez, tra belle case di mattoni rossi, fino al rio de la plata.
attraverso seri esperimenti scientifici ho provato che l'acqua del cesso scorre in senso antiorario.
tutto questo, a testa in giù.
la verdad? todo esto es RE copado.
amo buenos aires.
ora locale: 19.13
wake me up when september ends
martedì 23 agosto 2005
tic tac tic tac tic tac...
alla fine, è il 23 di agosto.
tra meno di 20 ore saluterò l'italia e per un mese risiederò letteralmente dall'altra parte del mondo.
i pensieri non scorrono più.
lasciatemi crogiolarmi nel mio sogno.
e svegliatemi quando finirà settembre.
alla fine, è il 23 di agosto.
tra meno di 20 ore saluterò l'italia e per un mese risiederò letteralmente dall'altra parte del mondo.
i pensieri non scorrono più.
lasciatemi crogiolarmi nel mio sogno.
e svegliatemi quando finirà settembre.
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